MISE EN PLACE
Roma | 2024
Un’isola monolitica che cela e si cela nelle sue forme pure e nel suo nero che tutto assorbe, un mobile a giorno che mostra e si mostra nella sua essenza lignea, che riscalda; questi i due elementi scelti per l’allestimento della cucina: un dialogo tra forme e materiali, a contrasto con le pareti bianche della Galleria.
Il focus visivo dello spazio è l’isola, disegnata senza gole o maniglie e concepita in un unico materiale, il fenix, affinchè si astraesse nello spazio come pura forma. A denunciarne la sua funzione è solo il piano cottura ad induzione, elemento riflettente nel volume opaco.
A dialogare con l’isola e lo spazio, le opere dell’artista Nordine Sajot, formatasi in arte e design e che, dalla fine degli anni ’90 lavora sull’alimentazione, le relazioni sociali, la globalizzazione. In questo caso, analizzando i gesti e gli utensili della tavola e della cucina, solleva questioni antropologiche e culturali radicate nell’inconscio collettivo e i sistemi di dominanza collegati ai rituali della preparazione e del consumo del cibo.
A livello formale e concettuale, l’arte e il design di “Mise en place” parlano di contenitore e contenuto, di bianco e di nero, di luci e di ombre, di impronte lasciate nella materia, di memoria che diventa rito.







