RIQUALIFICAZIONE DI PARCO RANGHIASCI BRANCALEONI
Gubbio | 2025
L’idea progettuale di riqualificazione di Parco Ranghiasci mira a tutelare e valorizzare i diversi volti che caratterizzano il grande giardino Ranghiasci, dalla componente botanica a quella architettonica e scultorea, nel rispetto della sua prestigiosa storia e ad immaginarne di nuovi. Il conte eugubino Francesco Ranghiasci Brancaleoni, per amore della giovane e nobile moglie inglese, cercò di realizzare per lei un giardino in aderenza con lo stile paesaggistico o “inglese” che le rendesse più dolce la vita a Gubbio, lontana dall’Inghilterra. Acquistando vari appezzamenti di terreno, riuscì a dar vita ad un giardino paesaggistico valorizzando gli scorci panoramici ed inserendo sapientemente arredi in pietra e collezioni di piante in aiuole informali per dar vita a quelle atmosfere tipiche del “Bosco all’inglese”. Queste visuali romantiche e emozionali ispirarono il famoso regista Franco Zeffirelli, amico della famiglia Ranghiasci e conoscitore del Parco, che le inserì in alcune scene dei suoi film più importanti quali “Giulietta e Romeo” e “Fratello sole e sorella luna”. Negli anni sono stati realizzati vari interventi di manutenzione del Parco che ne hanno consentito la sopravvivenza, tra cui il più importante e invasivo negli anni novanta grazie al finanziamento della Provincia di Perugia. Tuttavia, però, la percezione del valore paesaggistico e culturale, ossia dello stile inglese, sono andati quasi del tutto perduti. Il progetto di restauro si propone quindi come un intervento complessivo che restituisca godibilità e prestigio, attraverso l’azione sulle componenti botanica, architettonica, scultorea, di accessibilità e fruizione, con la costruzione di quattro percorsi tematici.
Per il verde le azioni previste consistono nella messa in sicurezza delle alberature con analisi fitosanitaria, abbattimenti e potature di alberi, restauro della componente botanica tramite collezione di bulbose. Il progetto botanico punta al massimo risultato con la più bassa manutenzione, intervenendo con la scelta di tecniche e varietà vegetali rustiche e aridoresistenti, adeguate alla sopravvivenza di un Parco pubblico nei nostri tempi. L’azione di restauro verrà accuratamente operata, seguendo le linee guida del Ministero della Cultura, in modo tale che possa portare all’inserimento del giardino nell’elenco dei Parchi Storici regionali e nazionali.
Per l’architettura gli interventi consistono nelle opere interne ed esterne di completamento e di arredo del Villino Ranghiasci, nella rifunzionalizzazione delle piccole strutture esistenti quali ex Scuderie e Casino Camignano, nella conversione della Torre di San Luca a spazio espositivo sulla storia della famiglia Ranghiasci. Si propongono un nuovo arredo con pannelli informativi, sedute e cestini e una nuova illuminazione per esterni.
Per la scultura l’intervento mira al restauro delle opere donate dagli artisti delle precedenti Biennali.
Per il benessere la proposta mira al miglioramento dell’accessibilità del Parco con una nuova pavimentazione in terra solida dei viali, la creazione di un sistema di comunicazione delle informazioni integrata e multicanale, la dotazione di ausili per la mobilità e all’implementazione della fruizione da parte dei cittadini con la realizzazione di un’area attrezzata per lo sport.


Il progetto di illuminazione è stato concepito su più livelli: un livello funzionale legato alla sicurezza dei visitatori, un livello emozionale di valorizzazione delle essenze arboree storiche e delle sedute storiche in tufo, un livello tecnico legato alla valorizzazione degli elementi architettonici ed infine un livello dedicato alle opere di scultura. Si è optato per una calibratura cromatica della luce con l’adozione in generale di una colorazione calda di 3000 K e con la scelta specifica di una colorazione molto calda di 2700 K solo per riscaldare puntualmente alcuni punti scenografici: il camminamento ad archi del Ponte Camignano, l’atrio ad arco al di sotto della Torre di San Luca e il passaggio ad arco al di sotto del Ridotto del Cassero. Oltre al Villino, si vuole dare un accento di luce al Tempietto, al Ridotto e alla Torre di San Luca, trasformandoli in landmarks luminosi lungo il percorso dei visitatori e in punti di riferimento visivi anche dalla città.




I pannelli informativi generali, di dimensioni 840×840 mm e altezza palo 2000 mm, saranno collocati in prossimità dei 3 ingressi al Parco, il principale su via Gabrielli, il secondario su via della Ripa e l’ultimo accesso di progetto, a monte, dal percorso dell’Acquedotto. Il pannello sarà in parte stampato con testo multilingue (italiano e inglese) in serigrafia su metallo verniciato colore antracite, in parte spessorato con testo Braille e dotato di QR code. In prossimità dei singoli elementi d’interesse botanico, architettonico e scultoreo sono collocati pannelli informativi di dimensioni ridotte di 210×420 mm e altezza palo 2000 mm, con le stesse caratteristiche dei pannelli grandi, ma esplicativi della singola opera. Ciascun palo sarà assicurato stabilmente al terreno per mezzo di un plinto di fondazione in cls.
Il disegno della nuova seduta prende ispirazione dalla consuetudine ruinista del giardino all’inglese che contempla al suo interno anche elementi classici lasciati romanticamente nella natura. La seduta è un cilindro puro, pieno, che ricorda un rocco di colonna, peraltro già presente all’interno del parco. La porzione piana di seduta è ricavata tagliando un blocco di travertino chiaro ad una altezza di 40 cm per una lunghezza di 135 cm in modo da lasciare una porzione intera di cilindro di 45 cm, che possa fungere da seduta più alta o da bracciolo. I bordi saranno debitamente bisellati e la base sarà tagliata per offrire un appoggio a terra stabile. Il posizionamento delle nuove sedute è ottimizzato rispetto allo stato di fatto con una collocazione a monte (e non valle) in punti visuali panoramici.
Il nuovo cestino risponde anch’esso ad un linguaggio estetico di forme pure e minimaliste. Si è pensato ad un cilindro di ferro di 30 cm di diametro, alto 60 cm, ancorato ad un paletto metallico di sezione sagomata come quella dei pali dell’illuminazione e di altezza pari ad 1 m. Il posizionamento e il numero dei cestini è stato in parte rivisto e massimizzato rispetto all’esistente.